ISTITUTO COMPRENSIVO DELLA VALLE DEI LAGHI

Educhiamoci ad educare 2011/2012

Al via la 15^ edizione di “Educhiamoci ad educare”


Educhiamoci ad educare” è un progetto nato nel 1997 dall'esigenza di formazione dei genitori, che ha visto fin dall'inizio a fianco dell'“Associazione Genitori Valle di Laghi insieme” le scuole, i Comuni e la Cassa Rurale della Valle dei Laghi. Da 15 anni adegua le sue proposte alle esigenze espresse da chi vi partecipa ed i partner coinvolti a livello organizzativo sono sempre più numerosi e qualificati; lo scorso anno è entrata a far parte del gruppo di coordinamento la neonata Comunità di Valle, l'anno precedente il neonato “Centro per le famiglie”, quest'anno l'azienda provinciale per i servizi sanitari e per il prossimo anno si confida in un'ulteriore autorevole presenza di livello provinciale. Le proposte di quest'anno sono costituite da sei percorsi formativi ad iscrizione per genitori ed educatori di bimbi e ragazzi divisi per fasce d'età dai 0 ai 16 anni e quattro serate su problematiche educative più generiche aperte a tutta la popolazione. Per maggiori informazioni consultare l'apposito spazio sul sito icvalledeilaghi.it (link “educhiamoci ad educare”).

Accanto a queste tradizionali proposte che variano negli anni le tematiche a seconda delle richieste, si è aggiunto quest'anno un percorso per le giovani coppie della valle costituito da un incontro con la dott.ssa Luisa Lorusso, psicologa psicoterapeuta (Vivere in coppia), al quale ne seguirà uno con l'avvocato civilista Monica Carlin (I risvolti legali della vita di coppia) ed infine uno coordinato da Valentina Depaoli del Centro per le Famiglie della Valle con i responsabili dei servizi rivolti alla prima infanzia presenti in Valle (Essere genitori in Valle dei Laghi). Gli incontri si terranno mercoledì 8 - 15 - 22 febbraio 2012 in orario 20.30-22.30, presso il centro per le famiglie di Lasino, le iscrizioni dovranno essere fatte entro il 20 gennaio.

Per quanto riguarda i percorsi siamo arrivati per ora a 184 iscrizioni di cui 33 per i 0-3 anni, 40 per la scuola dell'Infanzia, 73 per i tre percorsi della scuola primaria (iscrizioni ancora aperte), 38 per la secondaria e già uno per le giovani coppie.

Giovedì 17 novembre, la serata pubblica di apertura ha visto il teatro di Padergnone pieno di genitori ed insegnanti attenti a portar via quanto più potevano delle numerose indicazioni date dal dottor Angelo Luigi Sangalli riguardo lo sviluppo sensoriale e motorio dei bambini. Grazie alla sua formazione di pedagogista con specializzazione sugli aspetti neuropsicologici dell'apprendimento e dell'handicap, all'esperienza accumulata sul campo (opera come pedagogista, consulente e formatore, collabora a vario titolo con le Università di Verona, Padova e Venezia in attività di ricerca, docenza e tutoraggio, da anni si dedica alla preparazione degli insegnanti di sostegno ed è stato Direttore Pedagogico presso l’Anffas di Trento), alla passione con cui svolge il suo lavoro, all'uso di un linguaggio semplice alla portata di tutti e a qualche momento di piacevole ironia ha saputo catturare l'attenzione anche dei più stanchi e ci ha fatto ridere dei nostri stessi errori.

La serata di apertura dello scorso anno con Monica Morandini, docente Coni, è stata dedicata all'incentivazione della pratica motoria e sportiva nei nostri bambini e ragazzi e quella di chiusura con Giuseppe Malpeli, pedagogista ci invitava a valorizzare il gioco in tutte le sue forme ed a qualsiasi età; quest'anno non c'è discontinuità ed anche il dottor Angelo Luigi Sangalli ha puntato l'attenzione sull'importanza dell'attività motoria. Indispensabile per un sviluppo motorio armonico è una esperienza sensoriale il più ricca possibile di stimoli e conseguenza di tale sviluppo motorio è un migliore sviluppo cerebrale e quindi la crescita delle capacità razionali.

Il problema dei nostri giorni è che il bagaglio motorio è sempre più scarso, gli incidenti infantili domestici sono sempre maggiori e la maturità sempre più ritardata; è un problema generalizzato ai paesi sviluppati ma particolarmente forte in Italia; cosa possiamo fare per sviluppare al massimo le potenzialità dei nostri bambini? Quando inizia il nostro impegno perché possano sviluppare l'agilità motoria, l'autonomia, il successo scolastico che fanno crescere in loro l'autostima e l'accettazione dei compagni? Porsi il problema con l'inizio dell'attività scolare è un po' tardi, le basi sono già messe e più si aspetta e più diventa difficile correggerle, meglio giocare d'anticipo: i primi tre anni sono i fondamentali e devono essere ricchi di stimoli sensoriali e di possibilità motorie.

Sangalli ci ha suggerito innumerevoli accorgimenti per sviluppare l'apparato sensoriale, tatto ed equilibrio in primis, ma anche tutti gli altri, spiegandoci nel contempo lo sviluppo neurologico del cervello. Lascio da parte le nozioni scientifiche e cito qui alcuni dei suggerimenti indicati: fin dalla nascita è importante toccare, accarezzare, massaggiare il neonato ed usare un abbigliamento leggero che favorisce anche il movimento. Intorno ai 7 mesi si cominciano a dare le prime regole con dei sì e dei no precisi e decisi, tenendo conto che i bimbi non capiscono il significato delle parole ma possono leggere la mimica facciale e comprendere il tono della voce per cui un no detto con dolcezza ed il sorriso non può essere interpretato che come un'approvazione e quindi provocare l'effetto contrario. È quella l'età in cui iniziare ad allenare il bambino all'ascolto, il tono di voce basso è fondamentale, si può iniziare con la ripetizione di una breve filastrocca (massimo sei righe), recitata o cantata più volte al giorno per una settimana per poi sostituirla con un'altra e così via; tornando poi ad una filastrocca abbandonata ed utilizzando i punti di sospensione prima di completare le righe, si può capire dall'atteggiamento di attesa di bimbo se quella melodia è stata appresa. A 9-10 mesi si può compiere il passaggio successivo leggendo ogni sera una fiaba prima del riposo notturno. Tutto ciò allena il bimbo all'ascolto, arricchisce la comprensione del linguaggio e non importa se il bambino inizia a parlare prima o dopo, l'importante è che lui capisca. Per lo sviluppo dell'indipendenza visiva, della muscolatura, dell'equilibrio è opportuno che il bimbo sia libero di muoversi sul pavimento strisciando, gattonando, sedendosi, tirandosi in piedi afferrandosi. Quando inizia a camminare è opportuno che venga sollecitato a fare percorsi sempre più lunghi, verso i 18 mesi si può cominciare a prendere l'abitudine di fare 4-500 metri al giorno di cammino continuo, allenarlo a fare capriole ed iniziarlo alla corsa. A tre anni dovrebbe aver maturato la corsa a schema crociato, altrimenti vanno recuperate le abilità citate prima, poiché un corretto movimento delle braccia è indispensabile per promuovere un corretto movimento delle mani. Proporgli di afferrare un oggetto al volo va fatto prima in silenzio e solo quando ha superato la difficoltà del prendere posso parlare mentre lancio costringendolo a guardare ed ascoltare insieme. Pensando all'alimentazione, favorire quanto prima la masticazione del cibo aumenta le abilità motorie della lingua e quindi lo sviluppo del linguaggio; mangiare con le mani allena la rotazione del polso e la presa della bocca, favorisce quindi una corretta impugnatura del cucchiaio e solo dopo una corretta impugnatura della matita. …

Rosetta Margoni

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